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Parla del sacrificio della vita di tutti i giorni in cambio di un ideale futuro che tuttavia una volta raggiunto non si è in grado di riconoscere perchè l'idealista in quanto tale al presentarsi dell'ideale lo rifiuta, esiste in quel momento secondo lui un ideale maggiore e non lo riconosce come tale e quindi si ritrova ormai vecchio e impotente ad aver rifiutato le occasioni buone della vita e senza aver vissuto la vita di ogni giorno. Parla della giovinezza e della bellezza, doni effimeri e passeggeri, chi conta di riuscire nella vita grazie a questi si ritrova appeso. Il sacrificio che vale è il saper riconoscere i sani principi della vita e saperli perseguire conquistare e conservare, questo porta alla vera felicità che non ha interruzioni e non è una felicità a tratti intermittenti, è la vera felicità. La ricchezza non esiste per nessuno nemmeno per colui che è ricco e non ha saputo conquistare il buon principio, che si dimostra acquisito solo nel fattore ambientale ostile al mantenimento dello stesso.
RispondiEliminaIl giusto sta nel mezzo, non bisogna essere frettolosi tantomeno adesso che è tardi, bisogna saper aspettare e aver FEDE e saper riconoscere il momento giusto, perchè non esiste l'ideale supremo, la perfezione assoluta che l'idealista rincorre inutilmente accumulando rinunce inutili, per essere vincitori l'idealista deve riassumersi in tre fasi; Ricerca e attesa con sacrificio, Riconoscimento dell'obbiettivo, e AZIONE DECISA in sicurezza. Non è vero che la rinuncia e il sacrificio sono inutili, ma lo diventano se nell'abitudine idealistica.
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